“L’arte non è un risultato ma un viaggio. La sfida che il nostro tempo ci pone è trovare un viaggio che sia degno del nostro cuore e della nostra anima.” Seth Godin

Visual Storytelling nell'era della globalizzazione

12/12/2018

 

Esiste obiettivo più desiderabile di essere ricordato per gli atti compiuti nel corso della vita? La notorietà ha la capacità di renderti immortale e di farti concludere il ciclo della tua esistenza appagato. Tuttavia lasciare una traccia nella storia non è un affare da poco.

Bisogna innanzitutto avere la sensibilità e la forza d’animo di essere predisposti a dare. Lasciare un attimo da parte il tuo ego bellicoso e indomito e cercare di perseguire un fine i cui benefici possano estendersi alla collettività. E’ facile scadere nel mero narcisismo ovvero ancora peggio in un inconsolabile stato di autocommiserazione. Il così detto “Vorrei ma non posso”. L’ostacolo a noi stessi sono le nostre paure che ci annebbiano la mente e si traducono in autoconvinzione. 

 

Visual Storytelling

 

Dal punto di vista del marketing, lo strumento attraverso il quale un brand lascia una traccia indelebile nella mente del consumatore è rappresentato dal Visual Storytelling.

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che un’ immagine è molto più potente delle lettura di un libro. Un’espressione o una frase ti può colpire ma non è paragonabile alla forza di qualcosa che ti sembra vicino e palpabile.

Non bisogna cadere nello spiacevole equivoco di tradurre tale espressione come storia. Di fatti quest’ultima non è altro che un susseguirsi di eventi caratterizzati da una cronologia e da una descrizione scevri da qualsiasi forma di emozione.

Invece la traduzione letterale di Visual storytelling è comunicare attraverso un racconto. La differenza è netta e sostanziale. Un racconto è travolgente e ha la capacità di farti estraniare. E’ ricco di contenuti e ha una forte componente emozionale. Ti fa sognare e immaginare terre inesplorate e attraenti. Un esempio lampante è rappresentato dalla pubblicità Lacoste timeless - The film. In essa è presente la forza del marchio, la sua desiderabilità e la sua intramontabile attrattività. Una storia d’amore, un incontro inaspettato e il desiderio di non lasciare sfumare un’occasione che potrebbe non ripresentarsi. La metafora di due giovani innamorati come il consumatore verso il suo lovemark. Tutto questo incorniciato dal tempo che va avanti inesorabilmente e una musica suggestiva che trasmette la corsa verso una meta ambita e desiderabile.

Quindi un racconto per essere definito tale deve essere narrabile e avere la forza di creare immedesimazione e desiderio di emulazione. Per perseguire un tale obiettivo bisogna conoscere e avere la forza di ascoltare il proprio pubblico targettizzandolo. Stabilire una linea narrativa coerente e ricca contenutisticamente e tentare di predisporre un set nel quale gli spettatori possano assistere allo spettacolo sulla base delle regole che hai posto. Il tuo mondo deve diventare il loro mondo. I valori che vuoi trasmettere i loro valori. Le emozioni dei punti di riferimento inoppugnabili.

 

Thymos

 

Nell’era della globalizzazione a livello individuale la necessità di lasciare una traccia ovvero di attirare l’attenzione è diventata una tendenza omologante. Questo avviene con la continua condivisione di storie e contenuti. La finalità è vendere la propria immagine con il fine di essere “sulla bocca di tutti per la paura di non essere sulla bocca di nessuno” come affermava Oscar Wilde. Tuttavia mi domando un microcosmo unico qual è l’essere umano irripetibile nella sua conformazione e nei suoi tratti caratteristici necessita di ciò per differenziarsi dalla massa? Non è già unico di per sé? La paura della non realizzazione del Thymos espressione aristotelica utilizzata per indicare il riconoscimento del proprio valore da parte degli altri non rischia con questi strumenti di appiattirti e renderti uguale agli altri? La generazione Z, ossia i nati dopo il 1995 rappresentano l’esempio emblematico e l’exploit di questo modus vivendi.

Di fatti, il proliferare di canali di comunicazione e l’avvertita necessità di essere parte integrante di questa realtà social, li induce a postare tramite Instagram e altri canali storie e immagini. Maslow, nella famosa scala dei bisogni, colloca questo stato mentale nel bisogno di stima ossia la necessità da parte dell’ uomo di essere stimato dal prossimo. Tuttavia il punto apicale della scala è il bisogno di autorealizzazione ossia di diventare nella vita ciò che ci si è prefissati. E’ così importante sentirsi speciali perché gli altri ti considerano tale o e più appagante essere conscio sulla base delle proprie possibilità di essersi giocato tutte le carte e aver raggiunto la posizione agognata?

 

La notorietà è sinonimo di potere

 

La notorietà è anche sinonimo di potere. Dal punto di vista geopolitico Henry Kissinger afferma che “il potere è l’afrodisiaco supremo". Un altro noto studioso di geopolitica Francis Fukuyama asserisce che la tendenza a primeggiare dell’uomo e la brama di potere sono state le cause dei conflitti. Essi si sarebbero sopiti e sarebbero venuti meno con la vittoria della democrazia liberale e la sconfitta dell’Urss. Infatti i diritti connessi alla democrazia avrebbero posto fine al bisogno intrinseco dell’uomo di potere. Entrambi gli studiosi, sebbene con due visioni diametralmente opposte, concordano su un punto: la sete di potere dell'uomo.

 

Direzionare per migliorare

 

Tuttavia questo stimolo primordiale può essere direzionato verso gli altri e non per l’accrescimento fine a sé stesso del proprio ego. Penso ai medici senza frontiera, alle organizzazione che tentano con i propri strumenti di salvaguardare la vita umana, ai lavoratori, dal più umile al manager che operano onestamente per il miglioramento della società e della qualità della vita.

Questi sono gli esempi da seguire. Ogni cosa va direzionata verso un fine. Nella fattispecie una foto o un video possono essere utilizzati in modi disparato sia come mezzo di denuncia sia come strumento di trasmissione di emozioni. Sono un tramite che simboleggia la libertà di espressione e di manifestazione del proprio pensiero per non vedere il mondo da un’unica prospettiva.

Il resto sono fittizie e provvisorie consolazioni. Si può dare di più anzi si deve fare di più.

Fabrizio Fusco

 

Bibliografia

 

A. Fontana, Storytelling for dummies, Hoepli, Milano, 2017.

Immagini e parole - Il potere della conoscenza

 

 03 dicembre 2018

 

Vi siete mai domandati se siamo perfettamente razionali nelle nostre scelte?

Questo tema non è recente. E’ stato affrontato già in tempi remoti filosoficamente nella Grecia antica.

Aristotele nel 300 A.C. definisce l’uomo “Zoòn politikòn” ossia un animale politico che vive a stretto contatto con i suoi simili all’interno della polis. L’elemento inclusivo ed esclusivo nell’ambito di questo microcosmo si sostanzia nel logos ossia la parola. Cartesio tra la fine del 500 e l’inizio del 600 in relazione al tema della razionalità, asserisce nella sua nota citazione “Cogito ergo sum”. In essa indica in modo critico come l’individuo cogente individua la sua esistenza. Secondo il filosofo il tramite per perseguire tale obiettivo è il riconoscimento e il superamento del dubbio metodico. La presenza del dubbio rende palpabile il pensiero dal momento che se io dubito penso.

Thomas Hobbes, filosofo del contrattualismo, sostiene l’impossibilità da parte degli uomini di autogovernarsi perché spinti da impulsi antisociali. Questo implica la scelta razionale da parte degli individui di cedere i loro diritti al Leviatano, un mostro biblico che tiene saldamente con una mano il pastorale, simbolo del potere ecclesiastico e con l’altra la spada che indica invece il potere temporale.

Nella metà dell’Ottocento, Friedrich Nietzsche nell’opera “la nascita della Tragedia” afferma che a partire dal pensiero Socratico viene meno l’equilibrio tra spirito apollineo e dionisiaco. Lo spirito razionale o apollineo prende il sopravvento rispetto allo spirito dell’ebbrezza dionisiaco. Questo porta all’inizio di una fase designata dal filosofo come “decadente” in quanto scevra da una delle sue parti.

 

Oggi siamo investiti da un numero ingente di immagini e di informazioni. Di fatti viviamo nell’epoca della globalizzazione in cui ogni distanza dal punto di vista temporale viene annullata dalla velocità e dalla potenza dei mezzi tecnologici ideati. Abbiamo la possibilità di connetterci e sentire un amico in pochi secondi dagli Stati Uniti alla Cina. Leggere e scandagliare notizie che vanno dal New York Times a EuroNews. Qual è l’elemento attrattivo che ci induce a preferire un giornale rispetto ad un altro? Ovvero scegliere un programma televisivo rispetto ad un altro canale di diffusione di informazioni? Siamo perfettamente razionali nelle nostre scelte?

 

Il Neuromarketing e la teoria del cervello tripartito

 

Il Neuromarketing è un campo analitico e di studio che mira a scandagliare i meccanismi celebrali per comprendere e determinare le scelte del consumatore. Questo implica la conoscenza del cervello umano e delle reazioni a determinati impulsi che riceviamo. MacLean è stato l’assertore e l’ideatore della teoria del cervello tripartito.

Il neurochirurgo statunitense afferma che il cervello si caratterizza per la presenza di tre parti.

Il cervello antico o rettile che corrisponde alle funzioni che svolgiamo abitualmente in modo automatico come ad esempio, respirare e mangiare. Esso è sempre focalizzato sull’ambiente in cui ci troviamo e ha come fine la preservazione della nostra specie.

Il cervello intermedio o mammifero che è connesso alla dimensione emozionale. Un immagine o un evento può scatenarci un connubio e confuso mix di sensazioni che a volte non riusciamo a controllare.

Infine, il cervello recente o corticale che è la parte che si è sviluppata più recentemente ed è una prerogativa della nostra specie. Essa ci permette di leggere, interpretare le informazioni e i pensieri.

 

Considerazioni finali

 

La comprensione e la conoscenza della struttura del nostro cervello e soprattutto la capacità di influenzarlo e direzionarlo verso determinate scelte attraverso lo stimolo dello stesso ci impedisce sovente di essere razionali nelle azioni che compiamo.

Nel corso dei secoli siamo passati dall’uso della retorica nella dimensione circoscritta della polis, alla suadente prospettiva di essere protetti dagli attacchi nemici da parte di un sovrano che aveva il potere di vita e di morte sui sudditi, alle dittature che si servivano della violenza e dell’indottrinamento come malevolo strumento attrattivo fino a giungere al potere mass mediatico dei nostri giorni.

Difatti un’ immagine può suscitarci una sensazione di dolore o di esaltazione.

Può avere un effetto sconvolgente dal punto di vista psicologico. Ha la capacità di indirizzarci verso una determinata opinione ovvero di confonderci le idee. Lo stesso discorso vale per l’uso delle parole.

Non c’è arma più affilata o strumento più seducente della favella. Una parola può cambiare l’esito della storia. Può ferirci e distruggerci come allo stesso tempo affascinarci e compiacerci.

L’uso mirato di entrambi gli strumenti genera un effetto deflagrante.

In una società sempre più liquida in cui le certezze che avevamo un tempo stanno lasciando spazio ad altri fenomeni, per evitare di essere automi direzionati tramite immagini e parole è importante vagliare tante voci.

Avere la forza di non essere pigri mentalmente fossilizzandosi sulla prima considerazione apparsa per qualche secondo sullo schermo e avere la capacità di andare oltre.

Le parole hanno un peso e sono uno strumento di potere.

 

Fabrizio Fusco

 

Bibliografia

 

A. Saletti, Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web, Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2017

 

Sitografia

 

http://www.treccani.it

http://www.studiopsicologiarubbini.it

Lovemarks - l'acquisto esperienziale

 

25 novembre 2018

 

Esiste forza più dirompente e sconvolgente dell’amore? L’amore ti lascia senza fiato. Muta le tue percezioni. Ha la capacità di farti esprimere il meglio. E’ un tamburellio accelerato. E’ la primavera ma anche l’accettazione dell’inverno. E’ empatia ed immedesimazione. Sacrificio e lacrime. Il sorriso di un figlio e l’abbraccio di un padre. Un viaggio verso un orizzonte imperscrutabile e costellato di ostacoli. La ricerca del binario che si attagli a te senza la paura dell’incedere del tempo. L’amore è mistero e seduzione. Nostalgia e rimpianto. E’ una partita a scacchi in cui non esiste un vincitore e uno sconfitto.

Dal punto di vista del marketing, l’omologazione e la sempre più difficile differenziazione delle qualità di un prodotto da parte delle aziende hanno portato ad un cambiamento di prospettiva.

 

Lovemarks

 

E’ un termine coniato da Kevin Roberts per designare il rapporto passionale che si instaura tra il consumatore e il marchio. In una realtà in cui il marketing ha come focus il consumatore finale, tale concetto assume un ruolo molto rilevante. Oggigiorno sintetizzando al massimo “Customer is king”. Vi siete mai domandati perché acquistate Lacoste o Fred Perry? Ralph Lauren o Napapijri? La qualità del tessuto è indiscussa in ciascuna delle griffe citate. Qual è l’elemento differenziante? Kevin Roberts afferma che ci sono tre fattori fondamentali che contrassegnano un lovemark: il mistero, la sensualità e l’intimità. Il primo è esemplificabile attraverso la storia che caratterizza il brand, la mission che si impegna a perseguire e la vision verso la quale si proietta. La sensualità si sostanzia nel rendere l’esperienza d’acquisto del consumatore un momento di coinvolgimento a 360 gradi dei cinque sensi. In un mercato caratterizzato da prodotti con peculiarità sempre più similari, le realtà aziendali focalizzano la loro attenzione sulla capacità di incantare e affascinare il consumatore. Un odore può riportarti a ricordi passati come il profumo del tuo grande amore e la nostalgia della tua terra. Un sapore ha la potenza di evocare il clima caldo e protettivo di casa ovvero luoghi visitati. Un suono può suscitarti emozioni di gioia e di dolore. Ha la capacità di farti perdere la cognizione temporanea ovvero darti la sensazione di un’accelerazione del tempo. Un’immagine o l’assortimento di più prodotti può risvegliare interesse e anche meravigliarti. Infine l’intimità si traduce nel livello di coinvolgimento emotivo e passionale che il marchio è in grado di trasmettere. Un esempio immediato è l’ultimo spot della Nike che in pochi minuti è in grado di suscitare un mix di emozioni straripanti. Esse vanno dalla commozione al desiderio di rivalsa. Dall’unicità di ogni persona all’enfasi posta sull’importanze della locuzione “Faber est suae quisque fortunae”.

 

Huawei Citylife Milano

 

Un esempio di negozio che è una rappresentazione di quanto detto è Huawei di Citylife a Milano. Esso non è un semplice punto vendita per come è conformato. Infatti si ha la sensazione di entrare in un museo in cui le opere d’arte sono i prodotti e l’allestimento i valori che rappresentano la filosofia del brand. Di fatti le referenze esposte sono limitate e valorizzate in uno scenario bianco che dà in modo immediato l'idea di purezza e sacralità. All’ingresso vi è un tappeto attraverso il quale il cliente ogni volta che varca la soglia del negozio si alimenta di energia elettrica. Sono posti diversi schermi sui quali scorrono immagini che rimandano all’importanza della tutela ambientale come le paleoliche e i girasoli. E’ presente l'articolo raffigurante la coda di una megattera che è legata alla campagna chiamata “The frequence of love” che Huawei sta portando avanti. Inoltre si può ravvisare una parete di piante che pone enfasi sulla rilevanza del tema “Green”. Huawei in pochi attimi trasmette la sua essenza, il desiderio di acquistare e di tornarci per rivivere le sensazioni vissute.

Fabrizio Fusco

Sitografia

 

https://brinatella.wordpress.com

https://www.thismarketerslife.it

Il Portale Nespresso - una chiave di lettura

 

18 Novembre 2018

 

Qual è l’ostacolo tra un sogno e la sua realizzazione?

Siamo cresciuti con le favole e i racconti in cui c’era un principe azzurro che in sella al suo destriero bianco affrontava il nemico e salvava la sua principessa. L’effetto immediato negli occhi ingenui e sognanti di un bambino era di euforia e di sollievo. Di fatti “il nemico” designato nel racconto era stato sconfitto e come recita la famosa chiusa ”e tutti vissero felici e contenti”. La forza di immedesimazione era potente al punto che l’enfant imitava le sue movenze e cercava in ogni modo di assomigliare al suo eroe. Tuttavia ciò che a volte non viene enfatizzato è il percorso per raggiungere l’obiettivo. Il famoso tema della “Cerca” che in questo caso non si riferisce ad un oggetto in particolare ma a noi stessi. Infatti un conto è la dimensione fittizia e rassicurante di un racconto un’altra è la realtà. Essere dei sognatori implica dei sacrifici e delle responsabilità e non è detto che nel percorso non si inciampi. A volte cadere non costituisce necessariamente una sconfitta. L’effetto può essere rigenerante e darti la possibilità di fare autonalisi. Può darti la spinta per superare i limiti che ti sei posto. Quindi a volte una sconfitta può costituire la tua vittoria. Gli sconfitti sono coloro che si fermano davanti al primo colpo di vento non sapendo che tutti siamo fallibili e fragili. Una frase che mi ha colpito particolarmente è quella di Calvin Coolidge, il trentesimo presidente degli Stati Uniti D’America che riassume in modo incisivo quanto detto: “Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza. Non il talento, nulla è più comune di uomini di talento falliti. Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune. Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti. Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.” Questo rappresenta il filo di Arianna che collega lo spot Nespresso in un labirinto di significati nascosti.

 

Spot Nespresso 2018

 

L’ultimo spot Nespresso è stato girato nel 2018 con la ormai consolidata presenza di George Clooney e l’affascinante Natalie Dormer nelle vesti di regina dei sette regni. Di fatti Nespresso si è servito della serie tv Game of Thrones per inserire la figura di Natalie Dormer. L’attrice britannica nel cast ha rivestito la parte di Margaery Tyrell promessa sposa di Tommen Barhateon, futuro erede del trono di Spade. Nella pubblicità invece le è stato assegnato un altro ruolo che si sostanzia nella spietata regina Cersei Lannister, acerrima nemica della regina dei draghi Daeneys Targarien. All’inizio, la regina e la corte attendono in modo trepidante notizie sulla spedizione che ha affrontato il loro valoroso cavaliere. George Clooney, bardato in armatura splendente, porta con sé la testa di un drago e attende nuovi ordini da parte della regnante. La regina gli chiede “Per aver salvato il mio regno che cosa desidera?” Con un colpo di scena che lascia con il fiato sospeso l’intera corte, esce dalla dimensione virtuale e si ritrova nella realtà di New York. George Clooney viene avvolto dai rumori, dalla caoticità e dai ritmi incalzanti che caratterizzano la grande mela. La realtà in cui si ritrova non è familiare come nel mondo digitale. Ci sono strutture che non conosce, un connubio di etnie e una modernità travolgente. E’ evidente anche la diffidenza da parte dei NewYorkesi nei confronti del diverso. Infatti quando Clooney è alla ricerca del posto sul pullman che lo deve condurre nel punto Nespresso desiderato, una signora gli impedisce di sedersi. Questa scena, sebbene girata con un senso quasi ironico, dà in modo potente e immediato la dimensione della diffidenza che contrassegna il genere umano verso qualcosa che non è inquadrabile in un determinato cluster di tipo quotidiano, valoriale e societario. Una volta raggiunta la meta, si reca a riscuotere il premio ambito e nello spot compare la scritta ” Per un caffè eccezionale si affronta qualsiasi sfida”. Questo rappresenta un elemento centrale dello spot in quanto si ricollega ad uno tema pervasivo nella pubblicità ossia l’assenza di confini tra il sogno e la sua realizzazione. Infatti se c’è la volontà e lo smodato desiderio di perseguire un obiettivo non esistono limiti invalicabili soprattutto se la posta in gioco è desiderabile. Infatti il caffè Nespresso funge da collante fra i due mondi e rappresenta un anello di congiunzione e anche di condivisione. Si trasforma da un bagliore lontano ad una terra visibile. Quest’ ultimo elemento viene enfatizzato nel momento in cui il cavaliere si accinge a ritornare a corte. Infatti con fare suadente e soddisfatto Clooney rivolgendosi alla sua regina afferma ”Questo è cio che desidero”. La risposta secca di Natalie Dormer è emblematica : “Ne ha preso abbastanza per l’intero regno”. Nella scena successiva senza tergiversare tutta la corte si reca in tour verso il punto Nespresso condotti dal pullman.

 

Una chiave interpretativa

 

L’ultima pubblicità lanciata racchiude dentro di sé tanti significati. Ha il potere di farci sognare, di lasciarci con il fiato sospeso e di farci tornare bambini. Pascoli affermava che dentro di noi c’è un "fanciullino" che ci accompagna nel corso della nostra esistenza. Il problema è la parte prevalente che si va a manifestare. Un bambino ha come tratti caratteristici da un lato la vitalità e il desiderio spasmodico di scoprire dall’altro vive in una dimensione protetta in cui la sua famiglia attutisce i colpi di una vita che non è sempre così rosea. Sta a noi quindi decidere che cosa vogliamo essere. Vogliamo vivere nel mondo di Game of Thrones, nel mondo reale o far convivere le due dimensioni? Essere bambini e guardare il mondo con gli occhi sognanti? Essere adolescenti e conoscere la presenza di entrambe le dimensioni ma avere difficoltà a trovare una nostra collocazione? O essere adulti in cui la maggiore consapevolezza di noi stessi ci dà la possibilità di farle convergere?

 

Fabrizio Fusco

O mundo Fantastico da Sardina Portuguesa - come nobilitare un prodotto popolare

 

10 novembre 2018

 

La forza delle nostre radici

 

Chi siamo? Questo è un interrogativo che in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato sorge spontaneo. La globalizzazione è un termine coniato dalla rivista “The Economist” nel lontano 1962 ed è stato oggetto di dibattiti e analisi da parte degli studiosi e analisti. Essi si sono focalizzati sugli effetti benefici e nocivi che ha comportato. Infatti, da un lato ha garantito la progressiva liberalizzazione degli scambi, la possibilità attraverso le nuove tecnologie di tenerci in contatto e videochiamarci da luoghi sparsi in tutto il mondo ovvero di informarci in tempi e modalità sempre più immediate e con una multicanalità variegata. Dall’altro, il lato oscuro di questo fenomeno è stata la perdita della specificità dovuta ad un grado sempre più elevato di omogeneizzazione dei bisogni. Questo tema veniva già sollevato con dovizia di particolari da S. Agostino tra la metà del 300 e il 400 in una realtà lontana temporalmente e in cui i commerci erano molto limitati. Egli affermava in una nota frase “Eppure gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti, le onde enormi del mare, le correnti amplissime dei fiumi, la circonferenza dell’oceano, le orbite degli astri, mentre trascurano sè stessi.” In questa frase caratterizzata da notevole potenza realistica e descrittiva pone enfasi sul tema dell’identità. Se dovessi dare una definizione oggi di quello che rappresenta per me il senso identitario che si traduce in appartenenza lo descriverei così.

 

Siamo la terra e la famiglia che ci ha dato al mondo. Siamo le radici e gli avi che ci hanno preceduto. Siamo i popoli che hanno solcato la nostra terra. Siamo i Romani, i Greci, i Normanni e gli Arabi. Siamo i dialetti che contrassegnano il nostro quotidiano. Siamo le dominazioni che abbiamo subito. Siamo la pace e la guerra. Siamo i profughi che hanno girato terre inesplorate e ostili. Siamo la montagna, la collina, il mare, i fiumi e i laghi. Siamo la musica che ascoltiamo e la danza che balliamo. Siamo gli operai, la classe media e i politici. Siamo Hobbes, Marx e Nietzsche. Siamo gli aedi di un tempo e i cantautori di oggi. Siamo gli artisti che ci hanno sconvolto e fatti commuovere. Siamo il sole, la pioggia e la nebbia. Siamo la gestualità che ci caratterizza. Siamo tutti dei viandanti alla ricerca della nostra essenza.

 

Questo senso identitario così forte si traduce nel contesto italiano nella suddivisione in tre macrocategorie: regionale, nazionale ed europeo. Io sono siciliano e sono fiero di poterlo affermare. La Sicilia è una terra che racchiude grande bellezza ed è ricca di contraddizioni. Ha una tradizione storico, artistico, culturale e culinaria unica nel mondo. E’ stato il granaio d’italia. Ha visto proliferare la mafia ma contemporaneamente anche dei paladini della giustizia che come angeli scesi dal cielo hanno anteposto il loro senso del dovere rispetto ad ogni cosa. Ha partorito grandi scrittori come Pirandello, Verga e Sciascia. E’ una dimensione che per essere compresa deve essere scissa un attimo dal contesto nazionale perché possiede peculiarità uniche. Una famosa cantante Siciliana Olivia Sellerio in un noto brano afferma :“Tu m'ha lassari e ti n'agghiri, t'ha lassari e mi n'agghiri”. Queste poche parole a mio parere racchiudono l’essenza della Sicilia. “La terra del sole “ è parte del nostro essere e ce la portiamo dietro ovunque ci troviamo. Lo stesso discorso vale per le altre regioni. Il mix di tutto ciò rappresenta l’Italia che è una nazione meravigliosa perchè riesce a condensare la diversità. Questo è il nostro valore e il nostro punto di forza. Quindi ogni macro realtà condensa delle peculiarità in ambito micro che danno valore all’unicum che costituisce una nazione.

 

Discorso analogo con un percorso storico differente ma comune nella dimensione europea è il Portogallo.

A tal proposito, un caso che ho trovato molto interessante in quanto rappresenta un esempio di come valorizzare i prodotti e quindi la bellezza di un paese è "The Fantastic World Of Portuguese Sardines". Ci spostiamo nel contesto dell’Europa meridionale e segnatamente nella Penisola Iberica. A Lisbona, la capitale di questa nazione di navigatori e artisti è stato realizzato un negozio in cui partendo da un prodotto tipico, hanno costruito un’eccezionale idea di marketing. Mi riferisco alla sardina portoghese.

 

La Sardina Pilchardus

 

La sardina conosciuta anche come "sardina pilchardus" fa parte della famiglia dei clupeidi ed è distribuita geograficamente nel mar Mediterraneo, nel nar Nero, nell’Atlantico nord-orientale e centro-orientale. Raggiunge un’età media di quattordici anni e ha una lunghezza che si estende all’incirca fino a 27 cm. La maturità viene raggiunta all’età di un anno e quella dal punto di vista sessuale all’età di due. Le sardine donne depositano le loro uova ad una temperatura che oscilla tra i 12 e i 18 gradi e depositano all’incirca 400.000 uova all’anno. Sono dei pesci che si nutrono precipuamente di zooplancton, fitoplancton e di uova di pesce. L’industria conserviera ittica portoghese è orientata all’export e in particolar modo verso la Francia, l’Italia, il Regno Unito, l’angola, gli Usa, il Canada, il Giappone e Israele.

 

The Fantastic World Of Portuguese Sardines

 

La Fábrica de Conservas de Murtosa ha aperto a Lisbona "The Fantastic World Of Portuguese Sardines" .Ha realizzato un negozio che rappresenta l’esaltazione di un prodotto nazionale. Una volta entrato vieni investito da un caleidoscopio di colori e dalla percezione di essere al circo. Di fatti ti trovi davanti ad un vero e proprio spettacolo. Lattine contenenti 140 grammi di sardine portoghese all’olio d’oliva suddivise per decadi e contraddistinte da colori diversi. Ogni anno viene esaltato dalla nascita di una personalita spiccante che l’ha contaddistinto. Le lattine sono contrassegnate da una data che si estende temporalmente dal primo gennaio del 1916 al 2017. Quindi L’acquisto di un prodotto popolare nobilitato diviene una vera e propria esperienza che viene vissuta con grande curiosità e trasporto sia dalla popolazione portoghese sia dagli stranieri. Tutto ciò ad una cifra pari a 7 euro. Il prodotto è rimasto lo stesso ma la storia che è stata costruita intorno gli fa acquisire valore. D’altronde non c’è elemento più potente della forza delle nostre radici e della nostra storia. Questo è un esempio emblematico di come costruire valore per il consumatore. Sta a noi dare e accrescere il valore dei prodotti che abbiamo. Ci hanno nutrito per secoli, ci hanno permesso di andare avanti, ci hanno reso forti. Per questa ragione è giusto darli la giusta vetrina.

 

Sitografia

 

http://www.treccani.it

https://www.mundofantasticodasardinha.pt/

http://www.europarl.europa.eu

 

 

Fabrizio Fusco

Lidl: Lealtà-Integrità-Determinazione-Laboriosità

                                                                                                     03 novembre 2018

 

 La forza del silenzio

 

Quanto potere e forza attrattiva può esercitare il silenzio?

Può creare speranze e grandi aspettative. E' sinonimo di professionalità ma anche capacità di sapere ascoltare. Può tenere un intero popolo in stato di trepidazione. Il silenzio è coraggio ma anche paura di volersi esporre. Può esercitare curiosità e fascino. E' emozione ma anche dolore. Il silenzio è potere.

Questo connubio di sensazioni variegate mi ha accompagnato oggi in occasione della visita aziendale alla Lidl presso la sede veronese ad Arcole. Arrivato con il pullman, dinnanzi a me si è stagliata la meta. Non ho visto solo un palazzo moderno in una giornata uggiosa autunnale, ho ravvisato storia, valori, speranze, sacrificio, collaborazione, e anche professionalità. Un micro-mondo a lavoro e attento alle esigenze di una moltitudine di persone e, per questo una grande realtà. Non è solo la dimensione e il fatturato che qualifica una multinazionale. I numeri ti consentono di progredire e guardare in una prospettiva di crescita, ma per poter perseguire un tale obiettivo è molto rilevante avere una base valoriale e un'attenzione verso il consumatore che ti consenta di mostrargli che dietro un marchio ci sono persone, idee e sacrificio. Varcata la soglia del palazzo, nelle prime ore della giornata, sono stato avvolto da un vortice di sensazioni. I cinque sensi sono stati coinvolti totalmente in una spirale ascendente. In primo luogo l'udito: l'ordine e il silenzio riscontrato all'ingresso della sede veronese è sinonimo di rispetto verso i colleghi e al contempo di efficienza. In secondo luogo la vista, il tatto, il gusto e l'olfatto, in quanto ho avuto il privilegio di poter assaporare, toccare e scrutare attentamente alcuni prodotti Lidl, avvolto dalla potenza degli odori che sprigionavano. Finito questo momento sensoriale, mi sono immerso nella storia aziendale. Mi hanno consegnato carta e penna e ho iniziato a scrivere.

 

Storia

 

La Lidl è una multinazionale tedesca appartenente alla Schwartz Grouppe, un gruppo privato a conduzione familiare che gestisce anche la Handelshof e la Kaufland. E' stata fondata negli anni trenta da un membro della famiglia Schwartz con la denominazione Lidl & Schwartz Lebensmillet - Sortimentsgrobhandlung. Gli anni trenta sono stato un periodo ricco di avvenimenti, l'inizio di manifestazioni importanti e il preludio di eventi che avrebbero sconvolto il decennio successivo. L'Uruguay ha ospitato i primi campionati del mondo nella storia, con la vittoria della Seleccìon de Fùtbol de Uruguay. Hitler è stato nominato cancelliere e il desiderio di rivalsa del popolo tedesco, umiliato al termine del primo conflitto mondiale con condizioni estremamente punitive, lo condurrà verso il secondo conflitto che avrà una portata e delle ripercussioni sugli attuali equilibri globali. Jesse Owens ha vinto quattro medaglie d'oro durante le olimpiadi naziste. Il presidente Franklin Delano Roosvelt ha avviato la politica del New Deal per fronteggiare la grande Depressione dovuta al crollo della borsa di Wall Street. Le truppe italiane hanno invaso l'Etiopia con dura condanna da parte della Società delle Nazioni. Francisco Franco, el Generalìsimo, vincerà la guerra civile e darà vita ad una dittatura che terminerà solo nel 1975. Questo è il contesto in cui è sorta questa realtà. Nel 1973 apre il primo negozio Lidl in Germani a Ludwigshafen sul Reno in Mundenheimer Strasse. Allora vi lavoravano tre persone con cinquecento differenti tipologie di prodotto. Negli anni ottanta saranno presenti su tutto il territorio nazionale tedesco trecento negozi, con una media di impiegati pari a sette per negozio e con un numero di referenze pari a novecento. All'alba degli anni novanta iniziano ad aprire i negozi oltreconfine.

 

Lidl Italia

 

La Lidl è arrivata in Italia nel 1992 ad Arzigliano in provincia di Vicenza e progressivamente si è espansa sul territorio nazionale. Ha complessivamente dieci sedi direttive regionali di cui otto al nord e due al sud e segnatamente a Volpiano, Blandrate, Somaglia, Arcole, Sesto al Reghena, Massa Lombarda, Pontedera, Anagni, Molfetta, Misterbianco, Pontedera. In presenza di un forte competitor come Eurospin ha dato vita ad un'azione di rebranding magistrale. Infatti, entrambi hanno avuto come target la stessa tipologia di consumatore: famiglie, coppie giovani e single con una limitata capacità di spesa. La Lidl per poter accrescere competitività e potenza attrattiva nei confronti dei clienti di riferimento ha attuato un riposizionamento che ha mantenuto i valori di base ma ha mutato la percezione che il consumatore aveva nei suoi confronti. Il fine era cambiare l'idea che Lidl fosse un Discount economico. Ciò è stato effettuato magistralmente, puntando sull'italianità presente sul nuovo logo Lidl e sul livello qualitativo dei prodotti, corroborato anche dalla valorizzazione della regionalità. Questo ha permesso un ampliamento del target di riferimento. Il marchio Italiamo e il co-branding con Gambero Rosso è un esempio visibile e palpabile del salto qualitativo effettuato. Altro passo importante è stato il cambiamento di motto: "Non cambiare stile di vita, cambia supermercato". Il risultato ha dato un notevole incremento di utili nel 2016 rispetto al 2015.

 

Lidl USA e Cina

 

Negli Stati Uniti invece, Lidl si è affermata nel 2017 ed ha portato a una nuova filosofia di vendita riassumibile nel motto "Rethink Grocery shopping". Il nuovo mondo ha rappresentato una sfida e un'occasione per cogliere nuove opportunità. Il consumatore europeo infatti ha differenti peculiarità rispetto a quello statunitense. Lidl ha dimostrato di avere la capacità di adattarsi per poi emergere in presenza di forti competitors come ad esempio Aldi. L'anno scorso si è introdotto anche per la prima volta nel campo del gigante asiatico cinese con la formula "shop online".

 

Nuova collezione autunnale fashion week

 

La multinazionale tedesca non si limita unicamente al food ma annovera anche come settore il fashion. Heidi Klum è la testimonial della nuova linea fashion week in cui è garantito un ottimo rapporto qualità-prezzo. La collezione autunnale fashion è stata resa disponibile a partire dal 17 settembre 2018. Essa comprende capi che vanno dal rosa al borgogna e in aggiunta è acquistabile l'edizione limitata "Letsshakeitup". E' caratterizzata da jeans, cardigan, e trench legati molto alla stagione e ai dettami della moda corrente.

 

Principi aziendali

 

Una volta ripercorso l'iter storico di Lidl è doveroso inserire i principi in cui crede e per i quali fortemente si batte. In primo luogo pone enfasi sulla soddisfazione del cliente che costituisce in una scala piramidale il punto più elevato. Punta sul rapporto qualità-prezzo per soddisfare le differenti aspettative da parte dei clienti e anche (perchè no?) per sorprenderli. Il miglioramento delle filiali e lo sviluppo della rete di vendita rappresenta una costante. I tempi decisionali sono all'insegna della celerità, i processi lavorativi semplici sono la chiave del successo. Pone enfasi sull'importanza del lavoro fondato sulla responsabilità dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Il senso di lealtà, collaborazione e rispetto volto sia all'interno sia verso l'esterno, rappresenta una condicio sine qua non.

 

 Il senso di vivere un'esperienza

 

Una volta conclusa la visita aziendale e tornato nel familiare ambiente di casa ho potuto riflettere sull'esperienza vissuta. Mi sono tornati in mente immagini, discorsi e pensieri, che nel corso della giornata mi vorticavano convulsamente nel cervello. Finalmente avevo la possibilità di razionalizzare ciò che avevo vissuto. A volte i ritmi che la società impone ci impediscono di razionalizzare le esperienze vissute. D'altronde siamo tutti dei maratoneti che cercano con lo sguardo la meta e più hai la sensazione di avvicinarti più a volte la meta si allontana. L'oasi può essere scrutata nel deserto ma bisogna fare attenzione alle allucinazioni dettate dalla calura e al senso odissiaco di curiosità che ti spinge faticosamente ad andare avanti. Forse è presuntuoso affermare che esista un punto di arrivo, ma sicuramente il senso di appagamento dovuto ad una esperienza vissuta ti ripaga di tutte le fatiche. La Lidl ha rappresentato il piacere di vivere e condividere un' esperienza e poterla raccontare con maggiori consapevolezze.

 

                                                                                                       

Sitografia

 

https://lavoro.lidl.it

https://www.lidl.it

https://rebrandingheadquarters.com

https://www.vogue.it

https://careers.lidl.co.uk

 

Fabrizio Fusco

Elogio allo Street Food

                                                                                                       

21 ottobre 2018

 

"La vita è come una scatola di cioccolatini non sai mai quello che ti capita". Con questa nota frase presente nel film Forrest Gump voglio manifestare il mio senso di stupore e di dolce appagamento dovuto all’evento vicentino CioccolandoVi. La Confcommercio di Vicenza in collaborazione con il Comune di Vicenza e l’associazione 50& Più ha dato le disposizioni organizzative. La risposta da parte dei vicentini non si è fatta attendere. Un movimento lento, ordinato e corposo di cittadini ha invaso gli stand presenti sulle vie della città accompagnato dall’aroma e dalla eterogeneità visiva del cioccolato. Il canto dolce delle sirene ha attirato noi fortunati viaggiatori in un irresistibile vortice di sapori e sensazioni. Il cioccolato rimanda a ricordi passati, a momenti di condivisione, di gioia ma anche di nostalgia. Risveglia in noi emozioni latenti e ci fa sognare. Ieri è stato così per le vie di Piazza Garibaldi, piazza dei Signori, piazza Biade e piazzetta Palladio. Anche gli Artisti di strada e i giovani musicisti si sono uniti a questa parabola ascendente di civiltà e buon gusto. L’acme è stato raggiunto nel momento della degustazione dei prodotti. La gentilezza dei venditori che con fare affabile ti offrivano l’ambrosia modellata nelle forme più variegate. Con oggi si chiude la buona novella. Come ogni cosa, anche i racconti hanno una fine. Tuttavia ciò che conta è il ricordo. In fondo noi non siamo esperienza e memoria? In un valzer continuo in cui l’una porge la mano all’altra.

 

                                                                                                            Fabrizio Fusco